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un bel racconto

QUESTA E' L'APEC > PRESENTAZIONE > LA NOSTRA STORIA

Nell'autunno del 1973 un gruppo di dirigenti del Coni appena andati in pensione (…tutti personaggi di un certo livello, che avevano scritto col proprio impegno e con la loro alta capacità professionale la storia dell'Ente, come Ennio Marongiu, Franco Bertoldi, Luigi Chamblant, Franco De Crais e Raul Rabbaglietti) avvertì l'esigenza di dar vita ad un organismo che riunisse gli ex dipendenti del Comitato Olimpico, delle Federazioni Sportive e del Totocalcio cessati dal servizio per pensionamento. Scopo primario di questa idea doveva essere l'impegno a mantener vivo quel legame comune che per tanti anni e con diverse modalità, si era concretizzato tra tutti gli operatori del mondo dello sport ufficiale (al di là del loro livello e qualifica d'inquadramento), per stimolare lo scambio di idee su temi di comune interesse, per salvaguardare le esperienze che ciascuno aveva acquisito nel proprio ambito lavorativo e per individuare eventuali disponibilità a collaborare volontariamente nell'ambito delle strutture sportive nazionali. Dopo alcuni incontri preparatori il gruppo si costituì in Comitato Provvisorio: e così in data 7 novembre 1973 fu presa l'iniziativa di inviare una lettera a tutti i pensionati del CONI nella quale veniva convocata per il giorno 21 novembre dello stesso anno, presso la storica "sala del Caminetto" del Palazzo H in Roma, una riunione ove si sarebbe esposto e discusso l'interessante progetto. Quelle del 7 e del 21 novembre 1973 sono quindi da considerare due "date storiche" per l'A.Pe.C. in quanto veniva a concretizzarsi il primo passaggio importante che avrebbe gettato le basi di quella che sarebbe diventata la nostra Associazione Pensionati CONI. L'iniziativa di queste persone lungimiranti fu accolta con grande favore e fu seguita con particolare interesse anche dagli stessi dirigenti ancora in servizio, a partire dal Presidente Giulio Onesti, che dette immediatamente il proprio beneplacito alla costituzione di un simile organismo. E così, appena pochi mesi dopo, esattamente il 16 maggio del 1974, fu convocata l'Assemblea costituente dell'Associazione Pensionati del Coni (A.Pe.C.). L'incontro si svolse nell'Aula Magna del complesso sportivo dell'Acquacetosa  ed ai lavori intervennero 44 colleghi. In quella sede fu approvato lo Statuto sociale e fu eletto il primo Presidente, Ennio Marongiu, che era stato segretario generale della Federazione Italiana Sport Equestri. Alla segreteria fu chiamato Alessandro Marchetti. Da allora, annualmente si svolge l'Assemblea Ordinaria dei soci, nel corso della quale, ascoltata la relazione del Presidente sull'attività dell'Associazione, viene votato il bilancio consuntivo dell'anno precedente. Inoltre, a cadenza quadriennale, l'Assemblea provvede al rinnovo delle cariche sociali, attraverso l'elezione del Presidente, del Consiglio Direttivo e degli altri organi statutari.Dalla sua costituzione ad oggi la nostra Associazione, attraverso gli organi dirigenti che si sono susseguiti nel corso di questi anni, ha profuso il massimo impegno nel dar seguito in modo più completo possibile ai propri fini istituzionali. Due in particolare gli indirizzi operativi che hanno visto e vedono protagonista l'A.Pe.C. in prima linea:

  • il primo, permeato di concreto significato "affettivo" nei confronti dello sport italiano, riguarda la continua azione di stimolo verso i propri soci perché, anche in quiescenza, continuino a restare vicini all'Ente ed al suo mondo collegato, offrendo, ogni qualvolta se ne presentasse la necessità, la propria collaborazione e mettendo a disposizione la propria esperienza a favore delle attività sportive ad ogni livello (quindi anche quelle societarie e di base);

  • il secondo, di più marcata valenza "sindacale" e di "patronato", concerne il continuo impegno finalizzato a conservare e migliorare il sistema previdenziale integrativo previsto dal regolamento per il Fondo di Previdenza del personale del Coni.

UNA CRESCITA ESPONENZIALE
Ma l'Associazione, come d'altronde stabilito espressamente dallo Statuto, ha svolto e tuttora svolge anche finalità culturali, sociali e sportive, tese a coinvolgere a 360° i propri soci.
In questi "primi" trentacinque anni di attività, il lavoro del'A.Pe.C. è stato particolarmente impegnativo, ed è stato soprattutto assolto con il massimo impegno e la massima serietà: la qualcosa ha consentito al nostro organismo di riscuotere in maniera crescente il consenso di ampi settori del mondo dello sport, nonché, ovviamente, dei diretti interessati, vale a dire i lavoratori in quiescenza.
Il riscontro tangibile di tale consenso è dato dal superamento della cosiddetta "soglia psicologica" dei mille soci tesserati, un passaggio certamente favorito dal pensionamento anticipato attuato in questi ultimi tempi dal Coni, ma anche dalla serietà del modo di operare della dirigenza dell'Associazione.
CENNI SULL'ATTIVITA' SOCIALE
Sempre riguardo le attività annuali dell'Associazione c'è da ricordare che Momenti particolari di aggregazione sono costituiti da numerose iniziative, alle quali prende parte un crescente numero di soci. Le attività più significative sono la gita sociale di primavera, la settimana bianca, le vacanze al mare, la gita di capodanno, le gite culturali di una giornata, le visite guidate di Roma, corsi di bridge, di computer, di decoupage, oltre alla partecipazione a spettacoli teatrali a prezzi convenzionati.
In concomitanza con l'Assemblea, inoltre, si svolge ogni anno la Festa Over 80, nella quale viene consegnato un riconoscimento dell'Associazione ai soci che superano la soglia degli 80 anni di età. Nella circostanza si svolge inoltre un convivio sociale, che rappresenta un altro momento di incontro tra gli ex colleghi.
LA FUNZIONE SINDACALE E DI PATRONATO
Sul piano più propriamente previdenziale, l'A.Pe.C. - che si mantiene in stretto contatto con l'Intesa sindacale, costituita dalle associazioni dei pensionati di tutti i maggiori enti pubblici, tra i quali appunto il Coni - assiste in forma diretta tutti i soci che lo richiedono, come avvenuto ad esempio in occasione dei ricorsi all'Agenzia delle entrate per ottenere il rimborso delle imposte eccedenti l'87,50 per cento delle pensioni integrative.

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