numero 3 e 4 - ASSOCIAZIONE PENSIONATI CONI

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IL NUMERO 3 - 4 DI CINQUE CERCHI D'ARGENTO

Con totale puntualità, ai primi dell'anno 2018 tutti i Soci si sono visti recapitare al proprio domicilio il nuovo numero doppio (il 3-4) di Cinque Cerchi d'Argento, che si riferisce al semestre luglio/dicembre 2017. In una veste tipografica completamente rinnovata (ndr: rientrando la rivista tra i progetti speciali per le Associazioni Benemerite finalmente si è avuto la possibilità economica di affidare la realizzazione del progetto grafico ad un pool di grafici professionisti messi a disposizione dalla stessa Azienda Tipografica che stampa la nostra testata) vengono proposte ben 32 pagine di Storia e Cultura dello Sport, nonché otto pagine "gialle" ad uso interno per i soci, che tratta esclusivamente le attività dell'Associazione. Gli argomenti di questo numero, con l'acuta ed attiva regia del direttore responsabile Augusto Rosati, sono particolarmente interessanti, alcuni dei quali sono proposti da firme illustri del giornalismo sportivo (Fiammetta Scimonelli, Piero Puglisi e Sergio Meda), mentre altri da firme di nostri bravi e volenterosi colleghi, quali Giuliano Annibali e Guglielmo Petrosino, che hanno voluto mettere a disposizione la loro esperienza e la loro conoscenza professionale e non solo, comunque riguardante l'Associazione. Non solo, molto originale e stimolante il materiale fotografico pubblicato. Anche se c'è un po' di tempo ancora per realizzarlo, già è in cantiere il prossimo numero, e molti sono i temi sul tavolo della redazione. Anche stavolta sarà possibile poter contare su contributi di professionisti sia del giornalismo che della Storia dello Sport, ma sarebbe estremamente importante se, sulla scorta dell'entusiasmo che ci auguriamo questo numero susciterà tra i soci APEC, vedremo arrivare su quel tavolo anche articoli e testimonianze  (...magari solo fotografiche) di tanti altri colleghi, così da poter arricchire la qualità storica e documentale della nostra testata. Chi vorrà dare una mano ce lo comunichi cliccando qui.
L'editoriale di questo numero
MISSION POSSIBLE
 
Non diciamo certo una banalità se affermiamo che il racconto e l’analisi del passato, in altre parole la Storia con la S maiuscola, acquistano un ruolo fondamentale per poter meglio comprendere gli avvenimenti del presente. Purtroppo oggi questo sembra essere un aspetto troppo spesso trascurato e con preoccupazione dobbiamo ammettere che viviamo in tempi ove “la maggior parte dei giovani sta crescendo in una sorta di presente permanente, nel quale manca ogni rapporto organico con il passato storico del tempo in cui essi vivono”. L’espressione l’abbiamo evidenziata e virgolettata, perché è dello storico britannico Eric Hobsbawn, riportata nel suo testo più famoso, “Il secolo breve”, cioè il Novecento, di cui tutti noi ne abbiamo vissuto quantomeno la seconda metà.  
 
Pur nella consapevolezza che la nostra non è una rivista di sociologia, ma si limita ad affrontare “nel suo piccolo” temi che riguardano la cultura e la storia dello sport, non possiamo non preoccuparci del crescente fenomeno di disinteresse che pesa sull’odierna Società verso tutto ciò che è “il passato”. Eppure è così evidente, in ogni ambito, addirittura anche quello tecnologico, che non è possibile pensare di costruire il “futuro” (…o anche semplicemente comprendere il tempo presente) se vengono a mancare completamente le basi radicate nel passato. Non parliamo di studi complessi, sia ben chiaro, ma sarebbe già un passo avanti avere una semplice idea di come si è arrivati fino all’oggi.  Certo, qualcuno potrebbe obiettare che in questi tempi è sufficiente, anche attraverso uno smartphone, cliccare su Google, per veder sciorinati centinaia di link che riportano testi, memorie, testimonianze di fatti passati, più o meno recenti. Questo è vero (…tra l’altro, e ne siamo davvero contenti, la tecnologia è preziosa ed insostituibile per la creazione, la gestione e la conservazione degli archivi) ma è altrettanto vero che per fare le ricerche in Rete c’è quantomeno la necessità di avere un pur minimo interesse ad informarsi. E purtroppo la curiosità a conoscere cosa sia accaduto ieri manca sempre più spesso, specie tra le generazioni nate dopo gli anni ’70. Peccato, perché proprio la curiosità è uno dei fondamenti della cultura e del progresso.
 
Lo sport ahimè non è esente da questo fenomeno ed egualmente si avverte una crescente fragilità nel ricordare eventi, episodi e storie, spesso riguardanti anche grandi campioni, anche se la labilità dei ricordi sembra meno evidente rispetto ad altri segmenti della Società. Ciò probabilmente accade per quella caratteristica che è insita nello sport, cioè il “tifo”, sempre imperante in quasi tutte le discipline, prime fra tutti quelle di squadra. Ma la memoria dello sport non può avere come unica roccaforte il tifo, perché quegli eventuali ricordi sono più di tipo affettivo che culturale. E proprio in virtù di tutto ciò che stiamo dicendo che l’APEC, nel suo “modesto piccolo” intende agire ed offrire il proprio contributo “di memoria dello sport”, nella totale convinzione che trattasi di attività umana per eccellenza che da sempre è ricca di valori positivi, imprescindibili ed insostituibili. Altamente educativi e concretamente formativi. Vogliamo proseguire, con rinnovato vigore, anche attraverso questa Rivista, per dare concretezza a questo obiettivo, che d’altronde è uno dei principi fondativi su cui regge il nostro Statuto: ci auguriamo che il nostro impegno possa essere una “mission possible”! (Augusto Rosati)
APEC - Associazione Pensionati CONI
Foro Italico - Largo Lauro De Bosis, 15, 00135 Roma
Email: pensionaticoni@alice.it, tel. 06.3272.3228-3229
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