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numero 1 e 2

COMUNICAZIONE > LA NOSTRA RIVISTA
IL PERCHE' DI UNA COPERTINA
Non ce ne vogliano i lettori tifosi delle altre squadre di calcio, in particolare i laziali: inserire  la foto di Totti in copertina non è provocazione da “aficionados della Curva SUD” ma solo un dovere da sportivi nei confronti del “numero dieci” della Roma, che ha lasciato il calcio giocato, e soprattutto la sua squadra ove ha sempre militato, con alle spalle un palmares di record che con totale diritto gli consente di essere considerato uno dei più grandi calciatori italiani di tutti i tempi. Ha quindi tutte le credenziali per entrare nella Storia dello Sport.


SU QUESTO NUMERO:
Un gradito “special guest” per il primo numero della rivista: Roberto Fabbricini, Segretario Generale del CONI che ci parla de Il filo magico che ci accomuna. Per “storie importanti”, col titolo Occasione voluta, riproponiamo due articoli che raccontano l’euforia degli italiani, allorquando, a metà giugno del 1955 furono assegnate le Olimpiadi a Roma, testi preceduti da una nostra considerazione amara per la Occasione mancata del settembre scorso, quando il Comune ha negato alla Capitale la possibilità di aspirare ad una nuova esperienza olimpica nel 2024.  Quindi, nello spazio finalizzato a dare doverosa attenzione agli “uomini importanti” dello sport italiano, presentiamo Un italiano atipico, l’interessante libro scritto da Gianfranco Colasante su Bruno Zauli, definito come il più colto uomo di sport. Nelle pagine dedicate alle “classiche dello sport” proponendolo come Testimone diretto della storia del Paese parliamo del Giro d’Italia, che quest’anno ha celebrato la sua centesima edizione. Per i “duelli epici”, con il titolo Perché l’hai fatto Bartali abbiamo riportato alla memoria uno dei più bei articoli di cronaca ciclistica, scritta dal grande scrittore Dino Buzzati. Per i “contributi culturali” abbiamo il piacere di ospitare una interessante riflessione sul doping che ci ha inviato il Maestro di Sport Carlo Devoti, dal titolo Fenomeno a 360°. Dopo l’inserto speciale a metà rivista, Cinque Cerchi News (otto pagine “gialle” tutte dedicate all’Associazione) si riprende il percorso della memoria con “testimoni e protagonisti”, raccolta di testimonianze di nostri colleghi che raccontano le loro passate esperienze professionali al CONI. I primi tre contributi in tal senso sono stati: Non rimaniamo troppo indietro, di Fiammetta Scimonelli; Da una stagione all’altra, di Mimma Turi; Memorie in libertà, di Rita Monzoni. Non potevamo ignorare anche “momenti di aggregazione”, e così, come primo tema d’obbligo, abbiamo pensato ai Tornei di tennis tra colleghi: per questo ci ha aiutato un reportage di Paolo Calderara dal titolo La coppa Cobram. Infine nell’area dedicata alle “ricerche antologiche”, proponiamo Il torto di essere troppo plebeo, sintesi di un interessante capitolo del volume Sport e Fascismo, nel quale il prof. Marchesini spiega perché il ciclismo fu uno dei pochi sport ignorati, o quasi, da Benito Mussolini. E qui finisce il primo numero: ci auguriamo che il nuovo taglio editoriale trovi il vostro consenso, e soprattutto, per il futuro, la vostra preziosa collaborazione.
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