l'anniversario dei 40 anni - www.pensionaticoni.it

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l'anniversario dei 40 anni

QUESTA E' L'APEC > PRESENTAZIONE > LA NOSTRA STORIA
Sono sempre stato del parere che una ricorrenza (qualunque essa sia ed a chiunque faccia riferimento) debba essere presa in considerazione non solo sotto l’aspetto prettamente formale ed emotivo del ricordo in sé per sé (bello o brutto che sia), ma ad essa debba essere prevalentemente attribuito un concreto valore culturale ed etico, da porre a disposizione di tutti coloro che vivono il presente. In altre parole il "festeggiamento" deve rappresentare lo strumento più efficace per conservare e tutelare nella memoria il significato della ricorrenza, dalla quale, senza retorica ma con concretezza totale, si sappia trarre i più giusti insegnamenti: attenzione e monito se si ricordano eventi negativi; modelli comportamentali da seguire, se ci si riferisce ad eventi positivi. Potremmo tradurre in slogan questo ragionamento, affermando: “servirsi del passato, per migliorare il futuro”.
Questa è l’impronta che abbiamo voluto dare alla ricorrenza del quarantesimo anniversario dell'Associazione Pensionati del CONI, perché da questa occasione si possa evidenziare l'importante contributo dei dipendenti di questo grande Ente allo sviluppo ed ai successi dello Sport italiano: e nel far questo è giusto ricordare il ruolo svolto in tanti decenni da migliaia di operatori professionali, donne ed uomini, molti dei quali addetti anche a mansioni formalmente umili, ma comunque fondamentali al buon andamento delle cose, e che, pur operando dietro le quinte, senza riflettori e totalmente ignorati dai media, hanno dimostrato una preparazione, un impegno ed una dedizione ben oltre quella richiesta, anche in termini sindacali, dal loro contratto di lavoro. Abbiamo voluto ricordare il quarantesimo anniversario non proponendolo come noiosa autocelebrazione, ma considerandolo come occasione utile ed opportuna per evidenziare un modello di comportamento dal quale lo Sport italiano ha ricevuto solo contributi positivi. Un anniversario che vogliamo utilizzare per porre in risalto nella giusta misura quello che è stato e deve essere l'humus originale ed unico (vogliamo chiamarlo addirittura DNA?) del Dipendente CONI: la naturale capacità di saper offrire le proprie prestazioni lavorative rivestendo in modo contemporaneo, integrato e complementare, il suo ruolo (e la sua competenza) di professionale con quello del volontario. E voglio sottolineare “volontario”, status che è uno dei capisaldi essenziali e costitutivi del concetto stesso dello Sport. Questa peculiarità ha fatto sì che i dipendenti CONI e delle Federazioni Sportive Nazionali, in ogni tempo ed in ogni occasione, hanno rappresentato uno degli elementi di forza per tutto il movimento sportivo italiano. Quindi un modello ancora attuale ed auspicabilmente ancora attuabile. Senza retorica, ne siamo veramente orgogliosi! (VITTORIO PECONI)
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