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ASSOC. BENEMERITE

TEMI IN EVIDENZA
DAL 1° GENNAIO 2017 NUOVI COMPITI E NUOVA DISCIPLINA DELLE ASSOCIAZIONI BENEMERITE. INTERESSA ANCHE L'APEC.
IL NUOVO REGOLAMENTO
Si tratta di un articolato complesso, che prevede una serie di passaggi regolamentari preposti a definire qualifiche, ruoli, competenze, obblighi delle Associazioni Benemerite. Qui appresso indichiamo i tre elementi che maggiormente interessano l'Associazione, che tra le attuali venti Benemerite è l'organismo più complesso, ed anche più atipico. Innanzitutto è importante ricordare quanto dispone l'articolo 1, che così recita:

"Le Associazioni Benemerite sono Associazioni Sportive senza fini di lucro che svolgono attività e promuovono iniziative dì rilevanza sociale le quali abbiano lo scopo di promuovere e diffondere i valori dello sport nonché effettuare o sostenere la formazione e la ricerca in materia di sport e dei relativi profili sociali, giuridicì ed economici. Le Associazioni Benemerite sono costituite da soci tesserati che svolgono le attività e le iniziative di cui al primo comma. Le Associazioni Benemerite sono rette da norme statutarie e regolamentari in conformità all'ordinamento sportivo nazionale e internazionale e sono ispirate al principio democratico. Le Associazioni Benemerite svolgono tutte le attività e le iniziative di cui al primo comma in conformità con i principi del CIO e nel rispetto delle deliberazioni del CONI e nonché, per le relative competenze, nel rispetto delle norme statutarie e regolamentari delle Federazioni Internazionali riconosciute dal CIO, delle Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline Sportive Associate. Nell'ambito dell'ordinamento sportivo alle Associazioni Benemerite è riconosciuta l'autonomia tecnico-scientifica, organizzativa e di gestione, sotto la vigilanza diretta del CONI."

Proprio per l'atipicità e la complessità dell'APEC rispetto alle altre Benemerite, gli articoli più importanti della riforma sono il 5 ed il 6, che riguardano il sistema di finanziamento, determinato e condizionato esclusivamente dalla realizzazione di progetti speciali:

Articolo 5 - Finalità per la concessione di contributi
La Giunta Nazionale può concedere contributi finalizzati a favore delle Associazioni Benemerite riconosciute per la realizzazione di Progetti relativi ad attività e iniziative di rilevanza sociale le quali abbiano lo scopo di:
a)  promuovere e diffondere i valori dello sport;
b) effettuare o sostenere la formazione e la ricerca in materia di sport e dei relativi profili sociali, giuridici ed economici.
Le attività e le iniziative il cui svolgimento rientri nell'ambito dell'ordinario funzionamento dell'Associazione Benemerita richiedente non sono considerate Progetti ai sensi del presente Regolamento e in ogni caso non possono essere oggetto della concessione di contributi.

Articolo 6 - Domande di contributo e Progetti
La Giunta Nazionale determina annualmente a favore delle Associazioni Benemerite lo stanziamento complessivo deliberato per le attività ed iniziative di cui agli art. 5 e 7 del presente Regolamento. La delibera è comunicata alle Associazioni Benemerite.
Entro 60 giorni dalla ricezione della comunicazione di cui al comma 1, le Associazioni Benemerite interessate presentano alla Segreteria Generale del CONI:
a) le domande di contributo;
b) i Progetti delle attività e iniziative da realizzare con i contributi di cui alla lettera a), corredati a pena di inammissibilità di un preventivo tecnico­ finanziario recante l'indicazione analitica delle spese preventivate per ciascun Progetto.
Ciascuna Associazione Benemerita che abbia ottenuto il riconoscimento ai sensi dello Statuto del CONI e del presente Regolamento deve presentare obbligatoriamente ogni anno almeno due Progetti con le caratteristiche di cui al precedente articolo 5 e secondo la procedura del presente articolo.
Il contributo può essere concesso esclusivamente con riferimento a due Progetti per anno per ciascuna Associazione Benemerita, di cui uno presentato dalla singola Associazione Benemerita e uno dall'Associazione Benemerita congiuntamente con una o più Associazioni Benemerite ovvero con uno o più Enti locali ovvero con una o più Università o comunque con uno o più soggetti senza fini di lucro e aventi oggetto, finalità e/o scopi istituzionali compatibili con le attività e iniziative di cui all'art. 1 del presente Regolamento. Detto limite non opera nei confronti della Associazione Benemerita la quale sia il soggetto risultante dalla fusione tra più Associazioni Benemerite perfezionatasi nei due anni antecedenti la presentazione della domanda di contributo.
Ai sensi del presente Regolamento, ogni obbligazione posta genericamente a carico delle Associazioni Benemerite deve intendersi estesa a tutte le Associazioni Benemerite che abbiano congiuntamente proposto un Progetto, a prescindere dalla eventuale indicazione di una di esse quale capofila per la gestione del Progetto medesimo. Nell'ipotesi di Progetto congiunto con soggetto diverso da altra Associazione Benemerita, l'Associazione Benemerita che lo presenta è direttamente responsabile nei confronti del CONI della realizzazione e dell'impiego del contributo.

LA POSIZIONE DELL'APEC
deliberazione del CD del 12 maggio 2016
Rispetto alle attuali venti Associazioni Benemerite riconosciute dal CONI, l'A.Pe.C. si propone con una sua peculiarità ben distinta, tra l'altro evidenziata in modo chiaro dai principi fondanti riportati nell'atto costitutivo dell'Associazione (maggio 1974) nonché meglio specificata dall'art. 2 dello Statuto:
• esplica una importante funzione sociale nei riguardi dei professionali dello sport in quiescenza (oggi prevalentemente ex dipendenti CONI);
• svolge un azione culturale di promozione e di divulgazione dell'ideale sportivo, attraverso il recupero e la conservazione delle memorie che riguardano lo sport italiano.

La funzione sociale esplicata dall'A.Pe.C., è una competenza in perfetta sintonia con l'attuale posizione del CONI: infatti l'Ente recentemente ha sottoscritto un progetto con il  Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per facilitare l'inserimento degli atleti nel mondo del lavoro al termine dell'attività sportiva. Nel caso in specie, l'Associazione adempie ad un obiettivo complementare a tale progetto, poiché rivolge le proprie attenzioni agli operatori professionali dello sport in quiescenza offrendo loro assistenza sociale e di patronato.
La funzione socialedell'A.Pe.C.  si esplica attraverso:
• ASSISTENZA SOCIALE: assicurazione sanitaria e convenzioni per servizi di prima necessità, in particolare di assistenza sanitaria; gestione del tempo libero, privilegiando le attività culturali finalizzate al recupero del ruolo sociale dell'anziano;
• ASSISTENZA DI PATRONATO: gestione pratiche pensionistiche ed amministrative; assistenza fiscale.
Si evidenzia che le attività riguardanti tale sfera di competenza sono pressoché autofinanziate dai Soci e dalle convenzioni con terzi.

La funzione culturale dell'Associazione ha invece come scopo primario il "recupero e la conservazione della memoria dello sport italiano".
Pur trattandosi di un obiettivo che nel corso dei suoi quarantadue anni di vita associativa si è sviluppato in modo integrato con tutte le altre attività realizzate dall'A.Pe.C., da quest'anno 2016 viene attuato in modo più marcato e distinto, secondo un doppio binario operativo basato su due percorsi progettuali complementari tra loro:
• APEC RACCONTA, una serie di convegni/incontri tesi a coinvolgere in modo attivo tutti coloro che hanno esplicato la loro attività professionale di operatori sportivi, nonché una serie di ricerche storiche monotematiche su tematiche il cui obiettivo è quello di recuperare informazioni, conoscenze ed esperienze che hanno caratterizzato le origini ed il passato anche recente dello Sport Italiano.
• CINQUE CERCHI D'ARGENTO, la rinnovata rivista dell'Associazione, che nella sua doppia versione, cartacea trimestrale ed interattiva online, ha come scopo il privilegiare in modo prevalente e prioritario le tematiche di cultura e storia dello sport, proponendo con inserti periodici le risultanze dei convegni, delle iniziative e degli studi di APEC RACCONTA.

"Il recupero e la conservazione della memoria del movimento sportivo italiano", iniziativa che si esplica attraverso il supporto essenziale dei professionali dello sport oggi in quiescenza, per la sua peculiarità strutturale e la sua realizzazione in un contesto temporale non definito, deve essere qualificato come "progetto permanente pluriennale".
Non potendo essere catalogato secondo gli schemi previsti dal nuovo Regolamento per le Associazioni Benemerite (in particolare per ciò che concerne i meccanismi per il riconoscimento dei progetti finanziabili), ma rispondendo di contro in modo esauriente ai requisiti che hanno ispirato il  Regolamento medesimo, il "progetto permanente pluriennale" dell'A.Pe.C. dovrebbe essere contemplato in una clausola specifica, attraverso la quale sia consentita l'assegnazione di contributi annuali da parte del CONI senza seguire le procedure annuali di finanziamento, ovviamente fermo restando le verifiche e le garanzie degli organi di controllo dell'Ente connesse alla corretta realizzazione delle attività programmate dall'Associazione Pensionati.

L'A.Pe.C., nel formulare questa proposta, intende evidenziare ancora una volta la propria convinzione che la qualifica di Benemerita va intesa quale fondamentale segno distintivo di "soggetto sportivo qualificato", segno onorato e da onorare non certo ed esclusivamente per ricevere speciali contribuzioni economiche da parte del CONI, ma perché attraverso esso acquisisce la fondamentale certificazione di qualità, che si riverbera poi in modo positivo e produttivo sulla realizzazione delle proprie attività sociali e culturali
Senza tralasciare che, nel caso dell'A.Pe.C. la "qualifica di Associazione Benemerita" rappresenta soprattutto il naturale "cordone ombelicale" con il CONI, poiché trattasi dell'Ente ove direttamente o in modo collegato i suoi soci hanno prestato la loro attività professionale.
Riteniamo che solo in questo spirito e con le peculiarità indicate, l'APEC potrà esplicare in modo positivo e fattivo la propria attività, guardando avanti nel tempo ed impegnandosi ad essere un organismo vivo, vitale e soprattutto utile, in favore dello sport italiano.


I DUE PROGETTI PREDISPOSTI DALL'APEC
Dopo un laborioso percorso durato circa tre mesi e che si è sviluppato a cavallo delle due Consiliature (prima del 7 febbraio Presidente Vittorio Peconi e dopo il 7 Presidente Massimo Blasetti) sono stati presentati al CONI il 10 marzo due progetti originali ed innovativi, nel pieno rispetto dei principi istitutivi dell'Associazione:
1) Progetto biennale per la divulgazione della Storia dello Sport nelle Università della Terza Età
2) “Cinque Cerchi d’Argento”, incontri di Sport, Rivista Trimestrale, Rivista telematica di cultura dello sport.
In data 17 marzo 2017  il CONI con firma del Segretario Generale Roberto Fabbricini ha comunicato che la Giunta Nazionale nella riunione del 14 marzo scorso ha deliberato l'approvazione dei due progetti speciali redatti dall'APEC  ed ha disposto l'erogazione di un contributo complessivo di € 14.000.

Gli elementi informativi dei due progetti

 PROGETTO BIENNALE PER LA DIVULGAZIONE DELLA STORIA DELLO SPORT NELLE UNIVERSITA’ DELLA 3° ETA
Le realtà dello sport, molteplici e varie, non sono autoctone né originali, ma hanno strette interconnessioni con le altre componenti della Società di un Paese: storiche, economiche, politiche, sociali, turistiche e culturali. Quindi conoscere la Storia dello Sport di un Paese significa capire meglio la storia complessiva di quel Paese. È in questa chiave di lettura che la Storia dello Sport entra di diritto nell’offerta formativa delle Università della Terza Età, poiché trattasi di una materia “senza età”, per cui, in quanto tale, garantisce la coerente applicazione di uno dei principi istitutivi alla base di detti organismi: approfondimento culturale degli anziani per favorire maggiore relazione con le giovani generazioni. Le Università della Terza Età hanno infatti, tra i loro fini istitutivi, quello di operare un confronto ed una sintesi tra le culture delle precedenti generazioni e quella attuale ed in tal senso di promuovere, sostenere ed attuare studi, ricerche ed altre iniziative culturali e sociali per un aggiornamento permanente e ricorrente degli anziani che a loro volta, nell’interscambio generazionale, possano portare in modo attivo il loro contributo attivo e concreto. In altre parole le Università della Terza Età hanno il fine di essere cooprotagoniste nella costituzione ideale di una “Accademia di Umanità”, rappresentata dalla Cultura, ove tutto ciò che è “sapere” non deve avere barriere, muri e limiti legati al tempo ed ai tempi, alle diversità etniche e geografiche, alle diseguaglianze sociali, alle variegate esperienze formative e professionali tra gli esseri umani. Lo Sport in tal senso rappresenta una delle materie essenziali, sia per i contenuti intrinseci che lo costituiscono, sia perché testimonianza concreta – attraverso la sua storia – di questi valori. Il Corso di Storia dello Sport che l’A.PE.C. intende proporre alle Università della Terza Età (fornendo testi, documenti,  indicazioni, supporti organizzativi, nonché proponendosi per la formazione dei docenti sulla materia) parte da questa riflessione, e in questa sua prima formulazione progettuale, riferita al biennio 2017-2018, concentra la propria attenzione su ciò che è accaduto e si è sviluppato in Italia nel periodo che va dall’immediato dopoguerra ai giorni d’oggi, laddove il percorso sportivo si è rivelato addirittura più avanzato rispetto ad altri segmenti della stessa Società italiana, proponendosi quindi con connotati di vero e proprio fenomeno, ed addirittura, considerati i suoi aspetti positivi, come soggetto metodologico da seguire ed applicare anche per le altre componenti della realtà quotidiana. E’ intenzione dell’A.Pe.C., qualora il progetto potrà essere riformulato negli anni successivi, ampliare l’area di riferimento storico partendo dall’inizio dell’Era Olimpica moderna (1896). Il progetto oggi proposto si sviluppa su tempi differenziati e conseguenziali, secondo il seguente percorso biennale
1° fase: corso sperimentale presso una Università della Terza Età di Roma (nel 2017)
2° fase: successivo corso telematico per Formatori di Storia dello Sport nelle Università della Terza Età (dal settembre 2017)
3° fase: contatti ed iniziative tese a dare respiro più ampio sul territorio italiano all’iniziativa (Corsi Ordinari a partire dal 2018)
 “CINQUE CERCHI D’ARGENTO”
INCONTRI DI SPORT, RIVISTA TRIMESTRALE, RIVISTA TELEMATICA DI CULTURA DELLO SPORT
 
CINQUE CERCHI D’ARGENTO è la denominazione di un progetto globale che si articola su tre specifici canali, comunque finalizzati al raggiungimento dell’obiettivo unitario del “recupero della memoria dello sport”. Due di questi canali si sviluppano nel contesto dell’area pubblicistica (uno in versione cartacea, l’altro in versione online) mentre un terzo canale ha il suo fondamento su incontri frontali con soggetti testimoni oculari dell’evoluzione sportiva nel nostro Paese.
 
CINQUE CERCHI D’ARGENTO vuole essere il simbolo delle “tante vite” all’insegna della passione per lo sport, e tale denominazione rappresenta il modo migliore per testimoniare il senso di appartenenza verso il mondo olimpico che ha rappresentato la declinazione professionale e personale di coloro che sono chiamati ad essere protagonisti attivi del progetto: più specificatamente i pensionati che hanno operato nel contesto dell’organizzazione sportiva ufficiale.
 
CINQUE CERCHI D’ARGENTO vuole essere il luogo di incontro per approfondire i contenuti degli aspetti che hanno caratterizzato l’attività del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, per comprendere le dinamiche che hanno consentito l’evoluzione dell’ambiente, per rivivere e quindi per divulgare all’esterno, in particolare alle giovani generazioni, i processi relazionali funzionali ai successi e alla crescita del CONI, delle Federazioni Sportive, dell’Associazionismo: in altre parole dell’intero sistema sportivo.
 
CINQUE CERCHI D’ARGENTO non è un viaggio nel tempo con intento nostalgico, ma piuttosto un cammino a ritroso per vedere l’attualità con gli occhi di chi conosce lo sport e l’ha vissuto nella sua accezione più nobile, riproponendo esperienze che hanno scritto la storia, rivisitando eventi e personaggi con una prospettiva che sappia esaltare, valorizzandolo, il know how acquisito negli anni dell’attività professionale, con l’obiettivo e la volontà di conservarli anche per il prossimo futuro, nella prospettiva che il mondo dello sport italiano ne faccia tesoro per  perseguire verso nuovi positivi traguardi.
 
Cinque Cerchi d'Argento con sottotitolo: Luogo di incontro e di cultura dei professionali dello sport, in versione cartacea registrata presso il Tribunale Civile di Roma e con uscita trimestrale. Per quanto concerne i contenuti, la rivista si prefigge di dare maggiore spazio agli argomenti di carattere sportivo-culturale, spingendo in particolare sul "recupero della memoria" del passato degli ex professionali dello Sport. Non un malinconico "amarcord", ma una linea editoriale per capire meglio sul piano sociologico-culturale l'evoluzione dell'ambiente ove questi operatori hanno lavorato per decenni. Esperienze da riproporre quale contributo per comprendere meglio lo sport italiano di oggi e di domani.
 
Cinque Cerchi d’Argento,rivista trimestrale in versione online: sulla falsariga della versione cartacea, e con gli stessi scopi e stesse finalità sopra indicate, la versione online si caratterizza per una maggiore dinamicità di contenuti, in quanto la sua pubblicazione non ha periodicità prefissata, ma è in aggiornamento continuo. In questo ambito, e per la natura stessa del formato online, pertanto è possibile dare attenzione e spazi più ampi anche a piccoli episodi, narrazioni e personaggi dello sport mediaticamente meno eclatanti, ma riguardanti realtà locali capillari (con particolare riferimento alle esperienze dell’associazionismo territoriale) anch’esse protagoniste importanti ed indispensabili dello sviluppo e dei successi dello sport italiano.
 
APEC RACCONTA, momenti di incontro finalizzati alla raccolta delle narrazioni legate alla storia ed alla evoluzione dello Sport italiano da parte dei suoi stessi protagonisti: Questo terzo segmento, denominato “APEC RACCONTA”, pur rappresentando un momento complementare del complesso progetto “Cinque Cerchi d’Argento”, assume particolare importanza perché realizzato in modo “frontale”, con il rapporto diretto con protagonisti significativi del movimento sportivo italiano: l’attivazione di tale segmento tra l’altro è in totale sintonia con i principi istitutivi dell’Associazione. Il precipuo scopo dell’iniziativa è quello di far emergere quegli aspetti meno noti, se non addirittura ignorati "dal grande pubblico", che invece sono anch'essi parte integrante (...e spesso importante) della Storia dello Sport che è conosciuta ai più. La sintesi del segmento deve costituire un contributo culturale che può dare solo chi per tanti anni ha operato professionalmente presso il CONI o presso le Federazioni Sportive, e quindi è stata testimone diretto, ed anche interprete (spesso ...dietro le quinte con compiti di supporto tecnico, organizzativo ed anche amministrativo) di tanti "capitoli del magnifico racconto" dello Sport italiano degli ultimi 50 anni.
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